Cos'è un blog

Blog è la contrazione di web + log, qualcosa che si potrebbe tradurre come "il tracciato in rete". Log infatti è un termine informatico che indica una sorta di registro di ciò che avviene all'interno di un sistema, un giornale di bordo del computer, dove il sistema stesso registra ogni operazione effettuata, con le sue procedure e i suoi risultati. Il blog è insomma una sorta di quaderno telematico, multimediale, relazionale: è la forma contemporanea delle Lettere Di Una Vita. Basta che qualcuno lo scriva che tutti lo possono leggere. Tutti ma proprio tutti. Per questo non mi piace la traduzione di "diario on line": un diario è, per definizione, privato; più ancora: segreto. Un blog, al contrario, è un mezzo per abbattere ogni paravento, aprire ogni cassetto, sbloccare ogni lucchetto: è comunicazione allo stato puro, il pensiero scritto che si fa elettricità nell'aria, la condivisione di racconti (veri, inventati, romanzati, vissuti ma comunque personalissimi) nell'universo delle relazioni mediate. E' in contraltare Romantico all'Illuminismo wikipediano, che non lo rifiuta ma anzi lo rafforza. E' la contaminazione individuale della tecnologia universale. Più in soldoni? Un blog è un modo di parlare agli altri, senza essere invadenti, senza voler dare false lezioni: puoi leggermi, e rispondermi, quando vuoi; puoi essere in disaccordo con me; poi apprezzare certe cose, detestarne altre. Sempre, però, sarai tu a scegliere volontariamente di entrare in contatto con una macchina comunicativa che già è in corsa, sapendo che si può salire e scendere a piacimento ma quella non si arresterà mai.

Perché un blog

La rete è forse l'unico esempio concreto di come la concezione organicista della società possa davvero funzionare. La comunicazione è l'elemento strutturale di base di ogni tipo di società e oggi la rete rappresenta un modo del tutto "trasparente" di veicolare i nostri messaggi. L'autogestione del mezzo - quella che i massmediologi (solitamente sommamente ignoranti delle cose della rete) chiamano "anarchia di Internet" - permette di comunicare in maniera sincrona con la totalità della società, senza possibilità di uscire dal contesto simbolico comunemente accettato. La scelta del blog è il naturale sbocco del desiderio di conoscenza e condivisione, di personalizzazione e fruibilità dell'esperienza collettiva, di globalizzazione del processo comunicativo perpetuamente in fieri. I soldoni pesano, ma spendiamone ancora un paio: scelgo un blog perché così ci capiamo facile e bene.

Per chi un blog

Per te che sei curioso; per te che ti pareva d'aver sentito...; per te che l'hai trovato per puro caso; per te che volevi vedere se era vero; per te che tanto non ci credi; per te che, non l'ammetterai mai, ma ami fare il voyeur; per te che ti piacerebbe, ma proprio non ne hai voglia; per te che ne hai uno, ma sei costretto in quelle gabbie preconfezionate; per te che mi conosci, ma non pensavi; per te che non mi conosci, e ti dispace; per te che non sai chi io sia, ed è molto meglio così; per te che credevi di conoscermi, e invece ti era sfuggito tutto il resto. E per me che, bene o male, mi garba star qui a scrivere stronzate.

martedì 14 febbraio 2012

Se non ci si diverte, non ci si può commuovere. Le persone del pubblico alla fine si commuovono. Non perché sia Dante a commuovere, ma perché si va a toccare, dentro di noi, una parte della quale nessuno si preoccupa mai, dove ogni passo rimbomba. L'anima ha bisogno di essere nutrita come il corpo. Quando mangi scegli le cose migliori, no? E invece alla nostra anima viene data tutta spazzatura, continuamente. (Roberto Benigni)

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